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Santa Maria a Mare, la statua torna a Maiori
Comunicato stampa del Comune, 16 settembre
Si conclude con il ritorno in Costiera amalfitana della statua di S. Maria a mare di Maiori, dopo l’accoglienza partecipata e festosa della comunità parrocchiale di S. Maria di Castellabate che l’ha ospitata per una settimana.
Da domenica scorsa, giorno dell’arrivo della statua via mare, fino a sabato 17 settembre, sotto la guida del parroco don Luigi Orlotti, si è svolto un programma di celebrazioni mattutine e pomeridiane, che ha visto tra l’altro la benedizione della lapide commemorativa dei 56 capifamiglia che l’8 agosto del 1826 diedero inizio alla costruzione della chiesa di S. Maria e la consegna dell’attestato di riconoscenza alle persone meritevoli della parrocchia.
Gli ultimi appuntamenti programmati dalla parrocchia di Santa Maria a mare, dunque, si svolgeranno sabato 17 settembre alle ore 21,30 con la “Grande veglia mariana”: la chiesa resterà aperta tutta la notte per vegliare la Madonna e pregare per le comunità locali, per l’Italia, per l’Europa e per il mondo intero. Domenica 18 settembre alle ore 11 si terrà, invece, la Santa Messa e la processione lungo il corso Matarazzo fino a S. Scolastica per l’ultimo saluto alla statua di S. Maria a mare di Maiori.
L’Amministrazione comunale, cogliendo l’aspetto sociale e culturale dei valori sottesi all’evento, ha offerto il proprio apporto non solo per la buona riuscita della manifestazione ma anche auspicando ulteriori sviluppi su fronti di comune interesse.
Le due comunità ecclesiali di S. Maria e Maiori condividono la devozione alla Madonna con il titolo marino e hanno un legame radicato nel tempo. Secondo una fondata tradizione, nei primi decenni dell’800 il culto di S. Maria a Mare fu portato da alcuni pescatori di Maiori sul lido cilentano. Nel 1826 56 capifamiglia decisero di costruire una chiesa nella località chiamata fino ad allora Marina di Castellabate, offrendo un contributo economico. L’unica condizione era che la chiesa fosse intitolata a S. Maria a Mare. Nel 1936 fu benedetta la nuova chiesa e anche il borgo marinaro cambiò nome. La condivisione della medesima devozione ha portato, negli anni, le due comunità a un rapporto di reciproca e cordiale comunione di fede.
«L’evento – spiega il parroco di S. Maria, mons. Luigi Orlotti, che ha promosso e organizzato il gemellaggio – ha mirato non solo a rafforzare i vincoli di fede e amicizia tra le due comunità di Maiori e S. Maria, ma anche a ravvivare e rivitalizzare le radici della nostra storia, ricordando a chi lo avesse dimenticato che per dare un progresso autentico e duraturo al nostro popolo è necessario attingere al patrimonio di valori che nella fede e nella cultura cristiana ha il suo fondamento».
Foto: la Madonna di Maiori
 
 
 
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